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Hermann buhl - è buio sul ghiacciaio - edizioni melograno

Hermann buhl - è buio sul ghiacciaio - edizioni melograno

Condizioni del prodottoOttime
EditoreMelograno
Anno pubblicazione1984
Totale pagine288
Condizioni sovracopertaBuone
Hermann Buhl è considerato, a ragione, uno dei più grandi alpinisti di tutti i tempi, fu un arrampicatore geniale e un esploratore avido di avventura. “È buio sul ghiacciaio”, originariamente pubblicato nel 1954 e riedito da Corbaccio nel 2007, narra la storia di Buhl dalla sua nascita come scalatore fino alle storiche spedizioni himalayane sul Nanga Parbat (prima ascesa), Broad Peak (prima ascesa) e Chogolisa, dove perse tragicamente la vita precipitando da un cornicione nel mezzo di una bufera. Quello che però non dice, ma emerge con una forza travolgente, è tutto quello che circonda la vita dell’alpinista austriaco. L’amore smisurato che lo lega alla montagna, che lo chiama a sé come una pericolosissima amante. Questo Buhl lo sapeva bene, anche se lo ammetteva solo nei momenti più bui della sua esistenza, quando si trovava faccia a faccia con la morte, quando si rendeva conto che forse aveva osato troppo, quando era ormai sicuro che non ne sarebbe uscito vivo. Sapeva anche quali sacrifici richiedeva: la fatica disumana, la povertà, gli spostamenti (in bicicletta per centinaia di chilometri perché non poteva permettersi altro) e le infinite delusioni. Questo è un libro di avventura, quella vera, dove la partenza è l’unica cosa certa. È un libro di un sognatore dal fisico minuto e la forza di volontà di un gigante. È un libro popolato di fantasmi e visioni: cosa vede e cosa sente Hermann nei bivacchi ad alta quota, semi assiderato, ad un passo dalla morte? Chi o cosa lo tiene in vita? Perché proprio a lui è capitato di farcela dove altri hanno miseramente fallito? Ma non c’è tempo per perdersi in questi pensieri, perché l’imperativo è sempre tornare giù, tornare a casa, che quando sei in cima alla vetta sei solo a metà strada. Infine mescolarsi nuovamente con gli uomini, subirne le feroci critiche e le bassezze. Grazie ai diari di Buhl ritrovati da una spedizione giapponese e pubblicati in questa edizione del 2007 emerge tutta l’amarezza, la tensione, gli scontri che Hermann ha dovuto affrontare con alcuni suoi compagni delle ultime fatiche, perché anche di questo sono fatte le spedizioni e i sogni e gli ideali sono solo di pochi e per pochi. Perché a 8000 metri l’uomo non si può nascondere e l’avidità, la brama di successo, l’invidia si mostrano in tutta la loro meschinità. Per fortuna anche l’amicizia, come quella che lo lega al compagno Kurt Diemberger, vero pioniere del documentarismo d’alta quota, che ne racconta nell’ultima parte del libro con straziante sofferenza gli ultimi giorni di scalata insieme, il raggiungimento tra atroci sofferenze della vetta del Broad Peak e quell’ultima penosa ritirata sul Chogolisa in mezzo alla bufera che pose fine alla leggenda di Hermann Buhl.


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